RACCONTO DI UN VIAGGIO Cernusco–Sosnovy Bor andata e ritorno

Dopo aver ospitato nel mese di settembre del 2012 per la prima volta una bambina bielorussa, abbiamo voluto e desiderato andarla a trovare per conoscere tutta la sua famiglia e capire qualcosa di più di lei. Abbiamo deciso di partecipare ad un viaggio organizzato dal Comitato di Vignate unendoci a Adrienne, Giuseppe,Barbara, Betty e Rodrigo.
In noi tanta voglia di vedere luoghi nuovi e diversi dal nostro e conoscere usi e modi di vivere di altre persone.
Alla partenza tanto entusiasmo e un po’ di preoccupazione per la lingua, ma convinti che i gesti avrebbero sopperito, almeno in parte.
Arriviamo all’aeroporto di Gomel , dopo un volo tranquillo, sbrighiamo in fretta le formalità burocratiche alla dogana, e ci dirigiamo con Alexei (autista) e Natascia, la nostra interprete e angelo custode per tutta la nostra permanenza sul suolo bielorusso, verso Sosnovy Bor.
Si viaggia tra ampi spazi verdi e tra foreste di betulle, i paesi sono distanti, villaggi con case in legno, le strade percorribili, infinite ma con poco traffico: un paesaggio meraviglioso, una bellezza che non si può scordare.
Il primo impatto e’ particolare, le strade sono sterrate, tranne la principale, le case decadenti, i palazzi di recente costruzione sono un po’ meglio,ma certo non assomigliano ai nostri, la povertà e’ ovunque.
Finalmente arriviamo, Evi e’ la prima che ci viene incontro, otto anni, l’abbracciamo e conosciamo il papà, la mamma e la sorellina.
Un momento emozionante, che ricorderemo per sempre!
Siamo ospiti della famiglia, che ha voluto a tutti i costi ricambiare l’ospitalità che abbiamo dato alla loro figlia.
L’accoglienza e’ molto calorosa, ci viene offerto di tutto, forse anche qualcosa che loro non potrebbero permettersi, vogliono ringraziarti, sdebitarsi: ci siamo sentiti veramente a casa nostra.
Nonostante le grosse difficoltà’ di vita, in queste persone e’ visibile un forte orgoglio personale, una grande dignità e soprattutto un grande senso di ospitalità nei nostri confronti.
Le giornate passano piacevolmente e lentamente, comunichiamo con un po’ di fatica, ma ci capiamo, e soprattutto ogni giornata ci ha dato la possibilità di imparare qualche cosa.
Conosciamo anche i nonni, passiamo con loro un’intera e bellissima giornata che sicuramente non dimenticheremo mai.
E’ arrivato il momento della partenza ……….. siamo un po’ tutti tristi, anche se riconosciamo che siamo stati un po’ d’ingombro e comunque torniamo a casa dalla nostra famiglia.
La partenza e’ stato forse il momento piu’ difficile, lasciare quelle persone, con cui per diversi giorni si e’ condiviso tutto, il distacco dalla famiglia, momenti di sconforto e di emozioni a cui fa seguito il pensiero che presto a settembre rivedremo la bimba.
E’ bello vedere, come in pochi giorni, si sia creato un grande legame affettivo fra due famiglie, che comunicano con difficoltà, ma che entrambe sono desiderose di conoscere e farsi conoscere. Ed è proprio vero quando c’e’ la volontà di capirsi la diversità della lingua non è un problema.
Ci fermiamo per un giorno a Minsk, per una visita veloce.
Mink e’ una grande città’, moderna perchè costruita dopo la seconda guerra mondiale dopo che i nazisti ridussero la città in macerie.
Il divario tra città e campagna è evidente.
Minsk e’ un eccesso dal punto di vista monumentale, con grandi viali ed enormi piazze, Natascia ci fa da Cicerone, visitiamo il monumento dei caduti in Afganistan, giriamo per la città, vediamo il palazzo presidenziale, la sede del kgb, Piazza indipendenza con palazzi imponenti, la statua di Lenin e l’edificio che ospita l’università della Bielorussia, Piazza della Vittoria (obelisco e fuoco) che ricorda i militari e patrioti sovietici caduti nelle guerre.
Arriva l’ultimo giorno, all’aeroporto, Natascia ha voluto esserci a tutti i costi, ci saluta con tanta emozione e ci promette che ci rivedremo a settembre.
In aereo si fanno le prime riflessioni, sicuramente un viaggio impegnativo, intenso, diverso dai soliti viaggi turistici, un viaggio che ti fa capire tante cose, sensazioni, emozioni che sicuramente ti arrichiscono, un’esperienza unica e forse irripetibile.
Anche se l’anno prossimo, saremo ancora in prima fila, vogliamo portare i nostri figli per far provare loro quelle emozioni che abbiamo provato noi.
Siamo andati in Bielorussia con una valigia colma di cose da dare, e siamo tornati con una valigia piu’ vuota, ma con il cuore colmo di immagini, emozioni , grandi ricordi che hanno reso la nostra vita diversa e soprattutto arricchita di particolari esperienze e insegnamenti che viceversa non avremmo potuto beneficiare.
Un esperienza che non dimenticheremo mai e porteremo per sempre con noi un pezzo di Bielorussia .
Adesso ci prepariamo e vogliamo goderci appieno il secondo anno di ospitalità che inizierà’ a fine mese, e………. non vediamo l’ora !!!!!

Mauro e Luana

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