E “Tu chiamale se vuoi emozioni…”

E’ iniziato il countdown:
dieci, nove, otto, sette, sei, cinque, quattro, tre, due,uno, zero ……..
Li aspettiamo da un anno e finalmente e’ arrivato il momento dell’arrivo dei bambini bielorussi, che sbarcheranno a Orio il 29 agosto 2013.
Tra pochi giorni un nutrito gruppo di circa sessanta bambini, per la precisione cinquantasei soggiorneranno per cinque settimane nella zona della Martesana accompagnati da un rodato team di insegnanti e interpreti grazie al Comitato di Aiutiamoli a Vivere di Vignate.
Le famiglie ospitanti sono quasi pronte e fra loro si radicano sentimenti e sensazioni diverse.
Ci sono le famiglie che ospitano per la prima volta, sicuramente sono un po’ timorose e impaurite, pensano di essere impreparate e sono piene di domande ed dubbi: “Saremo in grado di ospitare un bambino bielorusso??” e soprattutto “ Come comunicheremo??”……..
Quesiti che scompariranno in poco tempo, i gesti e la voglia di comunicare ben presto prenderanno il sopravvento sulla lingua.
Tutto più facile, invece, per quelle famiglie che ospitano per il secondo anno, loro sono già a conoscenza di cosa li aspetta e più sicure nel gestire i bambini che già conoscono.
Infine, il gruppo dei più esperti e un po’ più triste, quelle famiglie che sono al terzo anno e completeranno il loro cammino. Sanno già che purtroppo il 6 ottobre dovranno lasciare il bambino che hanno ospitato per tre anni e con cui hanno condiviso momenti meravigliosi.
Un mix di emozioni varie , famiglie che pur percorrendo strade diverse hanno tutte l’obiettivo di arrivare ad un unico risultato: un aiuto concreto, dispensando a quei bambini un po’ di serenità e nel contempo anche un’assistenza sanitaria.
L’obiettivo principale e’ contribuire al miglioramento della loro salute psico-fisica attraverso il soggiorno nel nostro paese, dove i bambini vengono sottoposti a controlli medici e a cure dentistiche. Inoltre durante la loro permanenza oltre alla didattica si organizzano feste con giochi, gite e vari momenti di svago in condivisione con tutte le famiglie che partecipano al progetto.
Tutto programmato. Tutto organizzato in modo esemplare.
Questo soggiorno trascorso lontano dai territori ancora contaminati dal disastro di Chernobyl e il cambio di alimentazione consente loro di trarne beneficio.
I bambini giungono con lo spirito di trascorrere una bella vacanza, di conoscere nuove realtà ma con la consapevolezza del ritorno a casa dai loro familiari.
Per le famiglie ospitanti invece la possibilità’ di poter essere utili facendo qualcosa di concreto e ricevendo in cambio molta gratitudine, affetto ma soprattutto un arricchimento interiore tipico della gioia di donare che però non danno altre esperienze analoghe.
Mauro

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