Il progetto ospitalità

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Un gruppo di bambini alla Minitalia

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Il progetto si propone di  aiutare concretamente i bambini bielorussi, organizzando soggiorni  di risanamento della durata di circa 5/6 settimane, presso famiglie residenti a Vignate, Settala, Rodano, Liscate, Cernusco sul Naviglio, Melzo ed altri Comuni limitrofi nel periodo di Settembre-Ottobre (per un ciclo complessivo di tre anni).

I bambini arrivano accompagnati da un gruppo di interpreti ed insegnanti i quali gli consentono di proseguire il percorso scolastico anche durante questo periodo di “vacanza”.

E’ importante dire che in realtà l’iniziativa non intende solamente offrire un periodo di villeggiatura ai bimbi, ma qualcosa di più, specialmente sotto il punto di vista sanitario. Difatti pur essendo  “sani”, la maggior parte di loro ha molti problemi di salute causati dalle radiazioni accumulate durante l’anno  attraverso il cibo e l’aria, e certamente vivere per un mese lontano dalle loro aree d’origine (tuttora contaminate) serve a fare in modo che una parte di queste problematiche si riducano sensibilmente a beneficio del loro stato fisico.

L’effetto benefico purtroppo ha una durata limitata e, pertanto l’impegno per le famiglie deve comprendere l’intero ciclo triennale (salvo evidenti impedimenti o problemi che possano sorgere negli anni).

I bambini

I bambini arrivano a seguito della segnalazione da parte dei loro insegnati scolastici, i quali indicano i casi che necessitano di maggior attenzione. Al momento del primo invito in Italia i bambini hanno 7 o 8 anni, e sono per la quasi totalità provenienti da famiglie e non da orfanotrofi né istituti sebbene negli ultimi  due anni il Comitato ha deciso altresì di inserire all’interno del ciclo anche bambini provenienti da case famiglia.

I piccoli provengono da Sosnovy Bor, Rogachev, Dvarez o dalle zone limitrofe, presenti nella regione di Gomel a sud-est della Bielorussia.

La famiglia

Alla base di un’esperienza ben riuscita è di primaria importanza la scelta delle famiglie, le quali devono avere alcune caratteristiche irrinunciabili:

  • essere di sani principi morali;
  • non aver avuto condanne penali o procedimenti giudiziari in atto;
  • preferibilmente con figli (condizione non obbligatoria)
  • avere  una disponibilità adeguata di tempo da dedicare ad un bambino che arriva per la prima volta in un paese e in una famiglia che non conosce e con caratteristiche molto diverse dalla sua

[wpcol_1third id="" class="" style=""][/wpcol_1third] [wpcol_2third_end id="" class="" style=""]Nel periodo di permanenza ciscuna famiglia deve occuparsi del bambino provvedendo a nutrirlo, vestirlo e prendendosene cura come fosse un componente della famiglia, tenendo sempre conto degli aspetti psicologici caratteristici di ciascun individuo.[/wpcol_2third_end]
Qualche mese prima del periodo di accoglienza vero e proprio,  ogni famiglia è chiamata a partecipare ad alcune sessioni di gruppo (gratuite) presiedute da una psicologa ,la quale cercherà di chiarire alcuni aspetti fondamentali relativi all’ospitalità, e occasione fondamentale per la famiglia per poter fare domande specifiche legate a dubbi o precisazioni.

Il soggiorno
Il periodo di soggiorno è organizzato secondo un calendario che viene condiviso con le famiglie qualche giorno prima dell’arrivo dei piccoli, e che fondamentalmente si compone di svariate attività collettive (oltre alla regolare attività scolastica a tempo pieno tutti i giorni dalle 8:00 alle 16:30) atte ad aggregare i bambini e le famiglie così da evitare l’”isolamento” di entrambi. Inoltre è oramai consolidata  l’idea che in questi momenti le famiglie socializzino tra di loro scambiandosi opinioni e consigli e favorendo la nascita di nuove amicizie tra i gruppi familiari.

[wpcol_3fifth id="" class="" style=""]Durante il periodo di vacanza inoltre i bambini vengono visitati da un pediatra e successivamente da dentista e oculista i quali verificano lo stato di salute di ciascun ospite. Eventuali approfondimenti specialistici vengono sempre concordati con il Comitato anche perché alcuni esami, come per esempio l’esame del sangue, vengono considerati “invasivi” e pertanto solo un’autorizzazione da parte della famiglia bielorussa e  della Fondazione possono dare il nullaosta a procedere (tutto questo a totale carico del Comitato).[/wpcol_3fifth] [wpcol_2fifth_end id="" class="" style=""]

Esempio di calendario

[/wpcol_2fifth_end] Ogni 15/20 bambini è presente un interprete (disponibile 24h/24h telefonicamente ed a scuola), il quale è di fondamentale aiuto specialmente i primi giorni per superare le difficoltà della lingua, sebbene il linguaggio dei gesti e del cuore sono davvero efficaci.

L’ospitalità di bambini bielorussi è semplice e complessa al tempo stesso.

Dal punto di vista pratico l’esperienza non crea grandi problemi e, nell’eventualità, la fondazione ed il comitato sono sempre presenti per cercare di risolvere le difficoltà, oltre ad aver attivato quanto possibile per proteggere sia il bambino che la famiglia ospitante (accompagnatori, assicurazione ecc.) affinché l’esperienza sia la più serena possibile per entrambi.

In ogni caso per saperne di più a partire da gennaio di ogni anno, il Comitato organizza svariati incontri pubblici gratuiti , itineranti nei vari comuni interessati attualmente dall’ospitalità, nei quali è possibile richiedere ulteriori informazioni.

Altre informazioni si possono reperire scrivendoci, o dando un’occhiata alle FAQ.